"Ballata" per attore solo,
di e con Guido Feruglio, regia di Lara Patrizio - produzione Artemedia
In punta d’ali è una ballata per anime in viaggio, per angeli soli, folli braccati, stravaganti comuni mortali, per tutti gli sfrattati da sé che cercano casa.
IN PUNTA D’ALI... Ballata per anima maldestra
In uno spazio svuotato, i pochi oggetti rimasti fanno sì che un’anima possa danzare tra sofferta quotidianità e visioni evocando viaggi, inquietudini, memorie.
Come orme sulla sabbia, piedi inquieti lasciano i segni di uno spaesamento che diventa la condizione esistenziale di chi, sfidando oceani d’acqua o di vento, prova a spiccare il volo per continuare a cercare un luogo fuori, dentro o ovunque in cui sia possibile ri-assaporare il brivido di sentirsi vivi.
Attraversare la vita cercando è anche portare con sé il dolore di qualcosa che è mancato o che manca, è il "cantare" di un’inspiegabile assenza che, proprio come un tango, non ci rende immobili ma ci spinge un passo oltre.
In punta d’ali è una ballata per anime in viaggio, per angeli soli, folli braccati, stravaganti comuni mortali, per tutti i cuori contro vento che cercano" casa.
La troveranno?"
Essere ciechi, forse.
Il buio non distrugge, anzi crea.
Imparare a distinguere le forme al buio, forse.
Qualcuno direbbe miraggi. Il buio che è la casa dei fantasmi. Dei nostri fantasmi, non catene ma presenze sottili che sussurrano e nel silenzio soffiano. Uno specchio che riflette ma uno specchio strano, imprevedibile: distorce.
Tanto il buio non elimina. Nasconde solo.
Tra buio e luce, passato e futuro, un filo un legame: il presente di un omino, piccolo, minimo, invisibile sul mappamondo, che si agita e lascia tracce iridescenti, bava di lumaca. Il fotogramma si sgancia, la pellicola sgrana, sfarfalla: il Tempo si è rotto. Non si può più andare né avanti né indietro, solo stare e dare un nome, un volto, un colore all’attesa densa e personificata come un senso di colpa.
Certo, si può vivere.
Ma.
Lara Patrizio, Guido Feruglio