ultimo aggiornamento: 12.01.2012
 

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la confessione di nikolaj stavrogin

paolo antonio simioni
szekely b. miklos
székely b. miklós
 

studio sul capitolo IX "Da Tikhon"
parte seconda de "I Demoni" di Fëdor Dostoevskij
con Paolo Antonio Simioni e Székely B. Miklós
consulenza artistica Lena Lessing e Leo Kopacin Gementi
immagini Bartis Milán

trailer breve con inserti multimediali

trailer lungo senza inserti multimediali

Il dialogo, tratto dal capitolo “Da Tikhon” de “I Demoni” di Dostoevskij, è un’altissima sintesi dei contenuti principali della concezione dell'autore russo, indagando il rapporto tra l’uomo e il male, l’irrompere del nichilismo come un’ondata capace di distruggere qualsiasi argomento teologico, il compiacimento del vizio, della perversione, fino all’esplosione della rabbia e dell’autodistruzione. Visione profetica della tragica storia dell’uomo del novecento.
Un intenso confronto tra due personaggi di inquietante doppiezza. L’uomo Stavrogin confessa il più orribile dei delitti: ha pervertito una bambina; ma il demone di Stavrogin è lì per mettere in crisi la fede del monaco e per dimostrargli che non c’è spazio per la grazia in un carattere proiettato verso un destino persino più oscuro.

 

la recensione dello spettacolo

 

il gruppo


Eu-Act è un gruppo di lavoro internazionale fondato da un nucleo di attori provenienti dalla scuola di Susan Batson, una delle più note coach americane, membro a vita dell'Actors Studio. Artisti residenti nelle più importanti capitali europee formati sul solco della stessa tradizione metodologica o uniti da una comune sensibilità rispetto all'interpretazione e al senso del lavoro dell'attore, con l'obiettivo finale di creare una stabile compagnia internazionale e multilinguistica.

Gli spettacoli saranno prevalentemente interpretati in due o tre lingue con i sottotitoli.

 

la nascita del progetto


Il progetto “La confessione di Nikolàj Stavrogin” nasce dalla collaborazione tra Paolo Antonio Simioni e Lena Lessing. Entrambi allievi della nota acting coach americana Susan Batson (membro a vita dell’Actor Studio e preparatrice, tra gli altri, di Nicole Kidman e Juliette Binoche), rimangono legati umanamente e professionalmente nell’arco di vent’anni.
Nella primavera del 2009, Lena Lessing invita uno sparuto gruppo di specialisti ad assistere all’incontro in scena tra Paolo Antonio Simioni, che recita in italiano, e Nikolaus Dutch, membro tedesco dell’Actor Studio, che presenta invece il suo lavoro in inglese. Gli invitati sono tedeschi e rimangono molto toccati dalla capacità dei due attori di comunicare il senso più intimo dell’incontro dei due personaggi, su di un piano evidentemente metaliguistico.
Cresce da qui il desiderio di creare uno stabile progetto di gruppo mulitlingue, che abbia la propria genesi proprio all’ombra del romanziere russo.
Per la riduzione teatrale del capitolo IX della seconda parte del romanzo, sull’incontro tra Stavrogin e padre Tikhon, Simioni e la Lessing cercano di trovare la giusta misura tra gli intensi dialoghi di grande spessore psicologico, flosofico e umano che aprono e chiudono la pièce e il monologo centrale della confessione. Di lì a poco Simioni comincia a lavorare con notevole continuità a Budapest, che diventa in qualche modo una sua seconda patria artistica. Nasce così in lui la volontà di trovare il suo Tikhon in terra magiara. Dopo alcune audizioni la scelta cade su un attore molto stimato nel cerchio dei collaboratori di Simioni: Szekèly B. Miklós.

 

la realizzazione


Il lavoro prevede una regia “debole”. Il processo creativo è tutto incentrato sugli attori e nelle loro mani. Rimane quindi un lavoro sempre aperto. Non vi è una definizione registica di ciò che accade sulla scena e ciò non solo permette, ma implica poche prove, perché l’interazione tra gli attori non si sclerotizzi.
Lo spettacolo non ha però un impianto estetico laboratoriale, anzi. E’ previsto un discreto impiego di tecnologia.
Gli attori sono separati dal pubblico da un grande tulle sul quale un sofisticato piano luci con una dominante cromatica rossa crea un’estetica pittorica antica. La separazione tra pubblico e attori, che mantiene intima la cifra interpretativa dei dialoghi, viene infranta al momento cruciale della confessione di Stavrogin, l’attore avanza sulla scena “in faccia al pubblico”, entrando nei meandri più oscuri del personaggio.
L’immagine pittorica costruita dietro il tulle si sovrappone alle proiezioni su questo. Dei monocromi digitali inseriscono gli attori in una strana nebbia cromatica e su di essi si proiettano le immagini elaborate da Bartis Milàn e Bartis Attila (fotografo e noto autore del romanzo “Nyugalom”) e trasformate in video da Leo Kopacin Gementi.
Il pubblico risponde con entusiasmo all'esperimento non solo per la qualità delle interpretazioni e per l’estetica generale dell’impianto, ma anche per l’esperienza di sentir intrecciare sul palco la musicalità di due lingue distanti ma capaci di esprimere nel teatro la tragica intensità del dialogo tra i due personaggi.
Un esperimento che forse vuole anche dare un senso al crollo delle frontiere europee, a cui paradossalmente troppo spesso si è accompagnato un allontanamento sul piano culturale e un incancrenimento nella tendenza a produzioni sempre più claustrofobicamente nazionali.

paolo antonio simioni
 

paolo antonio simioni


Specialista del metodo Stanislavskij.
Preparatore e pedagogo di livello internazionale.
Lavorando presso strutture come gli Studios di Cinecittà, ha formato negli anni giovani capaci di affermarsi rapidamente in produzioni di livello nazionale.
Come regista e attore viene accolto non ancora trentenne al Festival dei due Mondi di Spoleto con una versione ridotta del suo spettacolo su Hildegard von Bingen.
In tempi più recenti, è due volte ospite del Mittelfest, sempre in collaborazione con Marco Maria Tosolini.
Attore esperto in dizione poetica ha interpretato T.S.Eliot, E.Pound, E.Cardenal, D.Campana, G.Trakl, Dante...
Ha collaborato con Gabriele Vacis, Giuseppe Bevilacqua, Lena Lessing, Luciano Virgilio, Sergio Castellitto, Terence Hill, Omero Antonutti, Susanna Costaglione, Werner Di Donato, Marco Maria Tosolini, Leonardo Gementi, Mario Bottinelli Montandon, Davide Skerlij, Mahmoudan Hawead, Szirtés Andràs...
Circondato da uno staff di esperti del mondo dei nuovi media (musicisti elettronici, videomaker, web designer) da dieci anni produce performance multimediali, installazioni sonore e videoinstallazioni, che gli hanno permesso di partecipare alla 52a Biennale di Venezia, in collaborazione con Mario Bottinelli Montandon, grazie a Lucrezia De Domizio Durini (nota mentore di Joseph Beuys in Italia).
Formatosi con Susan Batson tra Berlino e Parigi, mantiene negli anni stretti rapporti di collaborazione con colleghi di livello europeo, fino a progettare con Lena Lessing (coach di Tarantino e Cate Blanchett) la fondazione di una compagnia internazionale e multilinguistica, che nasce ufficialmente il 28 gennaio 2011 con il debutto di “La confessione di Nikolàj Stavrogin”, produzione italo-ugro tedesca.
 

székely b. miklós


Noto attore teatrale e cinematografico ungherese, ha all'attivo più di 100 film con i massimi rappresentanti del cinema magiaro quali István Szabó, Miklós Jancsó, Béla Tarr.
Nel 2010 ha recitato in The Frankenstein Projekt di Kornél Mundruczó, in concorso al Festival di Cannes.
 

lena lessing


Attrice e coach, ha studiato con insegnanti dell'Actors Studio (tra cui Susan Batson e Geraldine Baron). Dal 1987 ha recitato in più di 40 film televisivi e cinematografici sia in Germania che all'estero (in tutte le 13 puntate di Die zweite Heimat di Egar Reitz, in Il Papa buono di Ricky Tognazzi, in Richard Sorge - the spy of the century di Shinodasan, produzione giapponese e in The Reader con Kate Winslet).
Dal 1998 ha aperto un suo studio di recitazione a Berlino dove tiene corsi per allievi attori e si occupa della preparazione sul set di alcuni importanti attori cinematografici. Inoltre, insegna a Roma presso l'International Acting School Rome, in Inghilterra presso The Oxford School of Drama e l'Actors Centre. Ha lavorato come coach sul set di Bastardi senza gloria, l'ultimo film di Quentin Tarantino.
leonardo kopacin gementi
 

leonardo kopacin gementi


Agitatore culturale, musicista elettronico, artista multimediale, curatore... fondatore assieme a Paolo Antonio Simioni del gruppo multimediale ezzthetic... ha curato mostre di vari artisti italiani e stranieri, tra cui un' antologia del pioniere della videoarte Gerry Schum presso l’Accademia di Francia a Napoli.
Ha curato ed elaborato installazioni audiovisive in Italia e all’estero (Castello monumentale di Lerici, FRAC Languedoc-Roussilion Montpellier, Museum of Contemporary Art Liublijana; Muzeum of contemporary art, Skopje...). Ha creato performances e installazioni sonore "site specific" (Galerie Museum, Bolzano, Festival Lo Stato dell' Arte, Rovereto, Auditorium Parco della musica, Roma...). Ha inciso per le etichette discografiche F-ire records e Good looking di Londra.
 

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